Il Regolamento (UE) 2024/223 del Consiglio dell’Unione Europea, pubblicato il 10 gennaio 2024, modifica il Regolamento (UE) 2022/2577, che istituisce il quadro per accelerare la diffusione delle energie rinnovabili. Il Regolamento (UE) 2022/2577 aveva introdotto misure urgenti e mirate per accelerare il ritmo di diffusione delle fonti energetiche rinnovabili.

Sebbene il regolamento (UE) 2022/2577 fosse in vigore per un periodo limitato, la relazione della Commissione ne ha evidenziato il valido contribuito ad accelerare il ritmo di diffusione delle fonti energetiche rinnovabili nell’Unione, in particolare razionalizzando le procedure applicabili a procedure autorizzative specifiche e sensibilizzando l’opinione pubblica sull’importanza di accelerare le procedure autorizzative delle energie rinnovabili.

A causa della situazione energetica urgente e tuttora instabile cui fa fronte l’Unione, il Consiglio dell’Unione Europea ha ritenuto necessario prorogare l’applicazione di talune disposizioni del regolamento (UE) 2022/2577, in particolare quelle che hanno dimostrato il potenziale maggiore di accelerazione immediata delle fonti energetiche rinnovabili e che differiscono dalle misure incluse nella direttiva (UE) 2018/2001 (alla quale l’Italia ha dato attuazione con il d.l.vo n. 199/2021).

Una delle misure temporanee del regolamento (UE) 2022/2577 che ha mostrato effetti positivi e che presenta un potenziale di accelerazione notevole per il futuro è l’introduzione, all’articolo 3, paragrafo 1, di una presunzione relativa, secondo cui i progetti di energia rinnovabile sono d’interesse pubblico prevalente e d’interesse per la salute e la sicurezza pubblica ai fini delle deroghe specifiche previste dalla pertinente legislazione ambientale dell’Unione, eccetto se vi sono prove evidenti che tali progetti hanno effetti negativi gravi sull’ambiente, che non possono essere mitigati o compensati.

Tenuto conto della situazione particolarmente grave dell’approvvigionamento energetico cui fa fronte l’Unione, è pertanto opportuno prorogare l’applicazione dell’articolo 3, paragrafo 2, del regolamento (UE) 2022/2577 al fine di riconoscere adeguatamente il ruolo cruciale che gli impianti di produzione di energia rinnovabile svolgono nel contrastare i cambiamenti climatici e l’inquinamento, ridurre i prezzi dell’energia e la dipendenza dell’Unione dai combustibili fossili, garantendo la sicurezza dell’approvvigionamento. Al tempo stesso, è altresì opportuno mantenere la garanzia ambientale che, per i progetti riconosciuti come di interesse pubblico prevalente, siano adottate adeguate misure di conservazione delle specie, sostenute da risorse finanziarie sufficienti.

L’importanza di tale disposizione – e ciò che ne rende di fatto opportuna la proroga (fino al 30 giugno 2025) – è collegata alla previsione della presunzione di una prevalenza di interesse pubblico, poiché tale presunzione attribuisce, nei singoli procedimenti e, dunque, nella valutazione comparativa dei vari interessi coinvolti nella progettazione e nella realizzazione degli impianti in questione, un obbligo di priorità ai progetti riconosciuti come d’interesse pubblico prevalente.

Un’altra disposizione che potrebbe accelerare sensibilmente il ritmo di diffusione delle fonti energetiche rinnovabili è l’articolo 5, paragrafo 1, del regolamento UE 2022/2577. Tale articolo impone un termine massimo di sei mesi per la revisione della potenza degli impianti esistenti di produzione di energia rinnovabile. La revisione della potenza degli impianti esistenti di produzione di energia rinnovabile offre notevoli possibilità di aumentare rapidamente la produzione di energia da fonti rinnovabili, consentendo così la riduzione del consumo di gas. È infatti possibile continuare a usare i siti aventi un potenziale significativo di energia rinnovabile, da cui una minore necessità di designare nuovi siti per progetti in questo settore. Rivedere la potenza di una centrale eolica dotandola di turbine più efficienti permette generalmente di mantenere o aumentare la capacità esistente usando meno turbine, ma più grandi e più efficienti. La revisione della potenza presenta anche altri vantaggi: sfrutta la connessione alla rete esistente, ha maggiori probabilità di essere accettata dal pubblico e il suo impatto ambientale è noto.

Anche di tale disposizione del regolamento UE 2022/2577 è stata disposta una proroga fino al 30 giugno 2025.